Cos'è
Le Settimane del Gusto è un'iniziativa dell'Università di Scienze Gastronomiche, indetta in collaborazione con Slow Food, e va intesa come attività rivolta ai giovani, su cosa l'alta cucina davvero sia, e su come vada interpretata.
Per due settimane – dal 2 al 16 Maggio, prendete nota – grandi ristoranti d'Italia apriranno le loro porte a voi, per offrirvi le cene e i coperti ad un prezzo ridotto.
Le Settimane non sono soltanto uno sconto: ma soprattutto un modo per spiegare che cosa succede dietro le porte mobili, dentro le cucine. Il tema che abbiamo scelto quest'anno come spina dorsale delle visite che offriamo si scrive Oltre il piatto, perché la cucina reale è una cosa che si sposta oltre l'inforcare e masticare, la grandezza non è solo sapore…
Così, Oltre il Piatto è un modo di raccontare: sarete accolti dagli chef che vi spiegheranno, ciascuno a suo modo, il perché della loro filosofia del creare; e vi porteranno a scegliere il pesce al mercato o s'intratterranno per l'aperitivo con voi, a chiacchierare e a discutere davanti a un bicchiere dei retroscena d'ogni preparazione.
Raccontare, comunicare: un concetto che per queste settimane si articolerà su tre livelli, perché possiate esprimervi – se volete – come più vi piace.
Raccontare perché, come detto, lo chef metterà nelle vostre mani l'idea della sua professione; coinvolgendovi.
Raccontare oltre il piatto perché sarete chiamati a confrontarvi con voi stessi dentro il pasto, a pensare e a sentire per davvero le vostre stesse sensazioni.
Raccontare perché sul nostro blog potrete commentare le vostre esperienze, dire e criticare, e darci un ritorno – vi è piaciuto, no, perché? Raccontare, voi, noi, i ristoranti, i paesaggi, i prodotti, gli chef.
Bisogna raccontare per capire che cosa succede Oltre il Piatto: oltre il piatto ci sono storie avventurose di ricerca dei prodotti e aneddoti sui nomi che gli vengono dati; nella presentazione ci sono ricordi di quadri e paesaggi e impressioni di colori; oltre il piatto ci siete voi e le sensazioni che portate in gran segreto nella bocca e un po' più sotto, dove battono le cose simili al sentimento.
Bisogna raccontare per capire che la cucina è cambiata, e non è più il mostro enorme che vi mette in soggezione: e non c'è bisogno di doppiopetti e di rigore, quanto invece di sensibilità e di concetti, della curiosità di scoprire.
Si deve raccontare per ottenere un'arma critica che consenta una condivisione della realtà da discutere faccia a faccia, per creare un modo nuovo di fare esperienza della cucina e di dirlo con semplicità.
Vi invitiamo dunque a partecipare, attivamente, e a godervela. Oltre il piatto.
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